lunedì 3 dicembre 2012

Idee regalo per un Natale "fatto a mano": La Gagiandra

Mi sono imbattuta nella Manifattura La Gagiandra cercando un'alternativa ai soliti e un po' banali sacchettini destinati a contenere il cambio dell'asilo di Puki e quando mi è comparso davanti agli occhi questo leoncino ho capito che avevo trovato quanto cercavo per noi e che avevo risolto alcuni dei regali di Natale!

Chiacchierando con Irene, la responsabile del progetto, mi sono però resa conto che dietro al buffo musetto del futuro zainetto del nano, c'era molto di più: un sogno da perseguire, un'idea per cui combattere, una filosofia di vita!



Affascinata ho chiesto a Irene di rispondere a qualche domanda per permetterci di conoscere meglio il lavoro della manifattura tessile, partendo dalla più banale... 
Che cosa significa "Gagiandra"?


  Gagiandra è il nome veneziano della tartaruga. Lo abbiamo scelto innanzi tutto perchè, in tempi di velocità insensibile e insensata, noi vediamo nella lentezza un valore: il nostro vuole essere un procedere riflessivo e sempre consapevole.
Inoltre la tartaruga è spesso vista come simbolo di una vita chiusa, corazzata contro i pericoli della vita. A noi piace ribaltare questa visione, e proporla come modello di un'esistenza che trova dimora ovunque si trovi, che abita il mondo intero come casa comune.
Infine le tartarughe sono animali longevi. Un'augurio, quindi, di lunga vita per la nostra Gagiandra!.


Parlaci di te e del tuo lavoro: da dove nasce l’idea?

L'idea nasce da una reazione, per me naturale, allo spreco. Da tempo lavoro dando nuova vita a scarti tessili che vanno dall'abbigliamento dismesso agli scampoli. La Manifattura cerca di trasformare questa reazione in una produzione di manufatti che uniscano al riciclo un valore d'uso pratico e la bellezza e unicità del lavoro artigiano.
Alla base di ogni attività della nostra cooperativa, La Gagiandra, poniamo tre parole chiave: recupero, rigenerazione, riuso.
Collaboriamo attivamente con una fondazione veneziana, la Casa dell'Ospitalità, una struttura che accoglie e supporta persone senza dimora. Uno dei nostri scopi è di promuovere l'inclusione sociale, attraverso progetti e percorsi lavorativi, per le persone che hanno vissuto, o vivono, situazioni di difficoltà e di disagio.

Ci racconti il tuo processo creativo? Dove lavori? Con quali strumenti?

Le idee prendono forma sulla carta, con qualche veloce bozzetto. Ho sempre un quaderno in borsa ma spesso i prototipi nascono direttamente sulla stoffa. Realizzo pochi stampi e cartamodelli, la maggior parte del lavoro è taglio a mano libera: alla matita sostituisco le forbici.
Si cuce principalmente a macchina, ed è qui, e nella fase del taglio, che si inserisce il lavoro di Maria Rosaria, la nostra dipendente che vive alla Casa dell'Ospitalità.
La finitura resta un mio compito. Ad alcuni articoli vengono applicati dei dettagli a mano o piccoli ricami.
L'ispirazione può nascere da un pezzo di stoffa (lavoriamo appunto solo con stoffe recuperate), da un colore o da una forma piuttosto che da un'idea. Oppure dalle richieste e suggerimenti dei nostri clienti, che desiderano un articolo particolare e personalizzato per un regalo, o infine dalla volontà di dare forma nuova e diversa ad accessori già esistenti.

Irene al lavoro!

Come cerchi e scegli i materiali che usi?


Il bello, e il difficile, di lavorare con "materie prime" di riciclo è che non sai mai cosa ti capiterà sotto mano. Capi, abiti e tessuti dismessi che recuperiamo diventano come dicevo fonte di ispirazione. 
Una volta ideato un articolo, scelgo i pezzi più adeguati, per la loro resistenza e funzionalità. E scelgo gli abbinamenti di stoffe e colori: può sembrare che questi siano casuali, ma in realtà la scelta è sempre meditata a partire dai materiali a disposizione, che non sono mai uguali, e indovinare gli accostamenti con le stoffe disponibili è la fase più difficile, che richiede più tempo e attenzione.



Che cosa significa per te “handmade”? Qual è il valore aggiunto?

Per me, per la mia formazione e anche per la mia cultura, non può esistere un processo creativo senza un'applicazione manuale, materiale, di questo. 
Abbiamo scelto di chiamare Manifattura il laboratorio tessile della Gagiandra proprio per sottolineare questa persuasione. 
Il valore aggiunto è quello di ogni produzione artigianale: la qualità, la durata degli oggetti, la loro unicità e il sottrarsi alle mode del momento. Quando poi la materia prima è fornita da ciò che altrimenti sarebbe destinato al cassonetto dei rifiuti.....


Obiettivi futuri?

Il primo desiderio è che la Manifattura riesca a consolidarsi, farsi conoscere e che il nostro lavoro venga apprezzato. E' anche la condizione per garantire la continuità degli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate. Per la Cooperativa l'obiettivo è di realizzare presto nuovi e diversi progetti, che possano coniugare in altre forme le nostre idee di riciclo e rigenerazione.

Un'ultima domanda: dove ti troviamo e come possiamo contattarti?

La Manifattura si trova a Venezia, Sant'Alvise, Cannaregio 3144, nel complesso dell'ex ospedale Umberto I, alla fine della Fondamenta dei Riformati. Appena varcato il cancello, ci trovate nello spazio a destra. 
Una bella zona, poco distante dalla stazione ferroviaria ma senza turisti.

La sede della Gagiandra: un sogno veneziano!

Per farci visita e acquistare i nostri prodotti, ci si può contattare via e-mail, scrivendo a: info@gagiandra.org o telefonandoci: 377 167 21 57. 

Sul nostro sito www.lagagiandra.org tutte le informazioni. Siamo anche su Facebook e in ETSY e DaWanda con due botteghe virtuali.


 
Che ne dite di aggiungere uno zainetto ai regali di Natale dei bimbi nostri e di quelli degli amici? Io sto ancora facendo la conta tra leoncino, coccodrillo e pesce, ma pure le casette... 
Voi quali preferite?

8 commenti:

  1. Grazie mille per l'articolo!!!! E' bellissimo, così come sono bellissime le creazioni che ci hai fatto conoscere, me ne sono innamorata! Ora vado a vedere il loro sito!! Buona giornata, sara

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  2. tu non ci crederai ma sono appena rientrata da un week end a Venezia e proprio ieri mi sono trovata a passeggiare in quella zona così bella perchè poco conosciuta e fuori dai giri turistici! ad averti letto prima;-))

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  3. Meno male che ti sei imbattuta in questo progetto così ne veniamo a conoscenza anche noi, ma quanto mi piacciono le loro creazioni.

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  4. Bellissima idea!!! La tua di scrivere questo post...e quella di Irene, naturalmente!!! Encomiabile

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