mercoledì 30 novembre 2011
La vita segreta dei tappi di bottiglia
Tappi di bottiglia... di giorno a salvaguardia dell'aranciata, di notte nacchere scatenate nei peggiori bar di Caracas...
martedì 29 novembre 2011
Quelli che il cartone...
Da giorni viviamo come una piccola comunità di vagabondi, l'ingresso di casa (così come buona parte della saletta, dello studio e del corridoio, in effetti...) è invaso di scatoloni. Ebbene sì, c'è un trasloco in vista. Non oso assolutamente pensare a cosa sarà la nostra vita da qui a Natale, preferisco guardare lontano, al meraviglioso momento in cui anche l'ultima scatola sarà stata aperta e svuotata e tutto ciò che resterà da gestire saranno metri quadri di ottimo cartone da sfruttare e da trasformare.
giovedì 24 novembre 2011
Nati sotto il segno della mela
Ho sposato un uomo dalla doppia personalità!
Una sola occhiata alla sua vita iper-connessa sarebbe sufficiente a chiunque per definirlo un geek, e forse anche un po’ un nerd.
E certamente lui è questo e molto altro: maniaco della tecnologia in tutte le sue forme, dalla A di “adsl”, passando per la C di “Com’è fatto” e “cavetto” giù fino alla Z di “zippare”.
Fervente assertore della necessità di aggiornare sempre e in ogni luogo i software, divertito seminatore di Tweet, maniaco dell’ Iphone, appassionato lettore di MacWorld e Apple-dipendente. Colui che ho sposato mi proibiva di avvicinarmi al suo notebook e dispensava con sprezzante superiorità consigli vari ogni volta che mi sorprendeva al computer.
Con l’arrivo di Puki ho scoperto in mio marito un Mr Hyde del tutto inaspettato…
Il padre di mio figlio, questo sconosciuto, ritiene di dover proteggere il piccolino dalla nefasta influenza di internet e tv, vuole fortissimamente insegnargli a sporcarsi e giocare in campagna, desidererebbe mandarlo in collegio in una fattoria didattica e insiste affinchè siano banditi giocattoli plasticosi e rumorosi a fronte di meravigliosi oggetti di legno realizzati da lui stesso (e presto vedrete i frutti di questo lavoro).
Basta un rotolo di nastro adesivo...
... e un po' di fantasia per dare vita a mostruose...
In inglese si chiama masking o painter's tape, a casa mia dove-sarà-finito-quel-nastro-che-appiccica-ma-poco-poco-su-cui-si-può-scrivere?? (Si sa che l'italiano è una lingua complessa...), ma l'importante è identificare il rotolo giusto da tenere in casa: deve essere nastro adesivo di carta, perché lo possiamo usare senza scrupoli su tutte le superfici, senza sporcar ok, sporcando pochissimo e ottenendo grandi risultati.
sabato 19 novembre 2011
Il teatro delle ombre: quando fuori è buio... spegni la luce!
Il cambio dell’ora ha avuto anche
quest’anno forti ripercussioni sulla mia famiglia: il piccoletto ha vissuto per
una settimana col fuso di Londra, inutile spiegargli che in nessun paese del
Mediterraneo si cena alle 18, perché lui faceva riferimento agli orari di un
pub di Edimburgo… Per quel che mi riguarda “cambio dell’ora” significa una sola
cosa: buio. Da qualche giorno, e giù fino al prossimo aprile, l’agognata uscita
dall’ufficio avverrà nel buio pesto e vedere la mia famiglia alla luce del
giorno sarà un privilegio del week-end.
Anche il
buio ha comunque i suoi vantaggi. Mentre cerco di capire se sia il mio lato
Pollyanna a farmi ragionare così o la perenne carenza di vitamina D, vi
propongo un pomeriggio a teatro.
Il teatro delle ombre ha origini antichissime, è tutt’ora
diffuso in decine di paesi e, con poco sforzo, può raggiungere anche i nostri salotti. Porta con sè un inestimabile valore
aggiunto: è coinvolgente e affascinante per grandi, piccoli e piccolissimi che
potranno essere, a seconda dell’età, sia spettatori che scenografi e registi
dello spettacolo.
venerdì 18 novembre 2011
Il fascino delle piccole cose...
Una delle "molas da roupa" di Molas&Co
Anche una piccola molletta da bucato può nascondere un mondo e diventare un bellissimo gioco, basta un pezzo di cartone, moltissima creatività e un'idea geniale!
mercoledì 16 novembre 2011
Giochi da bagnetto: pitturiamo con la schiuma da barba
Ho
una meravigliosa e cara amica che è sempre, semplicemente e apparentemente
senza fatica, perfetta.
Ogni
mattina sul suo volto vedo il “sacro graal” del make-up, chiamato dalle riviste
“trucco naturale”; i capelli sono spesso morbidamente raccolti, l’abbigliamento
è curato. Basterebbe questo a far pensare a una persona algida e distaccata, ma
la mia meravigliosa e cara amica è la creatura più deliziosamente autoironica
che io abbia mai conosciuto.
Le nostre storie personali sono talmente simili da
averci fatto credere, talvolta, di essere state separate alla nascita, ma la
verità è che nel nostro caso vale, più che altro, l’attrazione degli opposti.
Laddove la mia meravigliosa e cara amica è sempre in ordine e ordinata, io sono semplicemente incasinata, spesso macchiata e quasi mai pettinata.
Le nostre case ci rappresentano in pieno: la mia è ormai irrecuperabile, completamente dominata dalla nostra storica disorganizzazione famigliare, accettabile solo al giovedì, giorno in cui si esibisce la ragazza delle pulizie (santa subito), la sua è sempre assolutamente pulita e ordinata, anche se so che lei non la pensa così, perché la mia meravigliosa cara amica è decisamente esigente, per usare un eufemismo, nei suoi standard personali di ordine e pulizia.
A chi si chiede come faccia, posso rispondere io: con fatica, con testardaggine e con sacrifici, cresciuti in modo esponenziale con l’arrivo della bimba.
Laddove la mia meravigliosa e cara amica è sempre in ordine e ordinata, io sono semplicemente incasinata, spesso macchiata e quasi mai pettinata.
Le nostre case ci rappresentano in pieno: la mia è ormai irrecuperabile, completamente dominata dalla nostra storica disorganizzazione famigliare, accettabile solo al giovedì, giorno in cui si esibisce la ragazza delle pulizie (santa subito), la sua è sempre assolutamente pulita e ordinata, anche se so che lei non la pensa così, perché la mia meravigliosa cara amica è decisamente esigente, per usare un eufemismo, nei suoi standard personali di ordine e pulizia.
A chi si chiede come faccia, posso rispondere io: con fatica, con testardaggine e con sacrifici, cresciuti in modo esponenziale con l’arrivo della bimba.
Alla
mia meravigliosa e cara amica, e a tutte le persone come lei, dedico il primo
post della tag Get dirty, perchè ogni tanto per giocare si deve sporcare e sporcarsi…
venerdì 11 novembre 2011
Quando fuori piove... perchè?
Probabilmente
perchè non ho abbastanza fantasia per spiegare a un bimbo di 15 mesi che la sua
mamma, affetta da ottobre ad aprile da serissima forma di meteopatia e sindrome
del letargo, sogna di trascorrere il week-end immobile sul divano a guardare
vecchi film di Doris Day con una tisana in una mano e la nutella nell’altra...
Da
quando è arrivato Puki mi sono resa conto che avrei dovuto trovare un modo
diverso, interessante e divertente, per affrontare il lungo inverno padano e
gli eterni pomeriggi di maltempo. Ho iniziato così a raccogliere tutte le idee
e le ispirazioni incontrate durante i miei, seppur rari, rilassanti momenti di
cazzeggio... esplorazione delle infinite risorse della rete, per costituire un
ampio archivio di giochi e attività e non farmi mai cogliere impreparata da
nebbia e gelo. Vorrei infatti trasformare una “tragedia genitoriale” come una
domenica piovosa in un’occasione e, senza demonizzare playstation e tv,
semplicemente mostrare a mio figlio quanto può essere più divertente creare i
giochi con le proprie mani, inventare le storie e pasticciare in cucina. Vorrei
dimostrargli che la sua fantasia può dare vita a nuovi mondi e che tutto ciò
che gli occorre è già lì, nella sua testolina bionda.
Il
blog è pertanto dedicato a due persone speciali: il mio bambino e…io.
Questo
primo post mi attende da mesi, da quando l’idea alla base del blog ha preso
forma e si è pazientemente seduta in un angolo ad aspettare che affrontassi
tutte le mie solite fasi di reazione a una nuova avventura: entusiasmo,
monotematicità, sicurezza nelle mie capacità, sbruffoneria, conseguente panico
da fallimento e relativo immobilismo cosmico. All’improvviso lo stile con cui
iniziavo a scrivere era lontano da me anni luce, gli argomenti sembravano
banali e le foto orrende, dettaglio quest’ultimo non trascurabile visto che
faccio il photo editor per vivere. Ero certa che non sarei mai stata in
grado di gestire la parte tecnica e che avrei violato le più elementari regole
di blog-etiquette e chissà quale altro crimine avrei potuto commettere!
Chiamatelo blocco dello scrittore, anche se scrittore non sono, panico da
pagina bianca, anche se non ci sono pagine, crisi di identità forse, ma il
fatto è che all’improvviso mi sono resa conto di una banale verità: questo
spazio doveva semplicemente diventare la mia moleskine virtuale, forse un
tantino più colorata e difficile da perdere. C’è chi per sfogarsi e sfuggire
alla pressione della quotidianità va a correre o in palestra, chi gioca a calcetto,
chi legge un libro e chi fa shopping... io mi sfogo qui, giocando a essere chi
non sono: una scrittrice, un grafico, un mago del fai-da-te...
Questo
è il mio spazio, qui, nel bene e nel male sono io.
Per
concludere, e in un certo senso per iniziare, una considerazione: passi che si
può trovare il modo di sopravvivere alla pioggia, ma volete mettere il sole?!
Quindi può sempre servire una…
Formula magica per far venire il bel tempo nei week-end
Iscriviti a:
Commenti (Atom)






