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domenica 12 gennaio 2014

Matti per i colori!

Qualche giorno fa affermavo con ottimismo di essere ritornata, di aver ritrovato la positività, l'energia e l'allegria per affrontare il cambiamento con il sorriso!
Emh...
Gli angoli della bocca sono rigorosamente girati in sù, ma più per una paresi che per profonda serenità! Mi rifiuto di abbassarli più che altro per testardaggine: sarò leggera, sarò felice, sarò allegra, sarò positiva… ma porca zozza che faticaccia sto rientro!

Puki ha imparato che le vacanze, come tutte le cose belle della vita, hanno una fine: ben più arduo pare sia farglielo accettare.
Lo capisco, ho 33 anni di esperienza più di lui e gestisco altrettanto male la cosa, ma la sua esigenza spasmodica di coccole e attenzione per il ritorno all'asilo e la lontananza del Vet mi sta un tantino provando.

Tutto questa lunga premessa per dire che, nel raccontarvi il gioco con cui abbiamo passato la domenica pomeriggio, invoco la temporanea infermità mentale!
Forse la maggior parte di voi la riterrà una ignobile pirlata, ma io devo raccontarvela, perché abbiamo riso fino alle lacrime e perché Puki ed io siamo esattamente ciò che vi mostrerò, nonché innegabilmente, disperatamente e appassionatamente...


Ora, se anche voi avete un bimbo che diventa scemo per tempere e pennelli, provate questa cosa, perché non potete perdervi l'occasione di godervi quella risata folle di pura gioia! 
E poi la preparazione è di una banalità disarmante...

mercoledì 26 settembre 2012

Sembra didò, ma non serve cottura: è la Cloud Dough!

Ci sono volte in cui i blog d'Oltreoceano mi sconfortano: i tutorial dettagliati su come scrivere sulla buccia della banana per veder comparire la propria frase dopo poche ore "come per magia", e sui 25 modi per comunicare con i propri figli hanno evidentemente lasciato il segno, ma devo riconoscere che, generalmente, le cugine d'America ci imbroccano. Almeno questa volta è successo così! 
Girovagando per quel pozzo dei desideri senza fondo che è Pinterest sono stata tentata più volte dalla cosiddetta Cloud Dough, ovvero dalla pasta-nuvola, simile al didò, ma molto più veloce da preparare e senza alcuna cottura!
Così mi decido e, prendendo spunto dal post di Tinkerlab, mi organizzo per sottoporre la Cloud Dough al giudizio insindacabile di Puki. Non che occorra chissà quale preparazione: sono sufficienti gli avanzi di due ingredienti da dispensa

giovedì 17 maggio 2012

gesso+colori=gessetti!

La spasmodica attesa è finita, sono pronta a rivelare tutto: abbiamo fatto i gessetti!
Ma la domanda non è "come", è "perchè????".  
Dopo aver visto l'entusiasmo del Puki all'arrivo in casa della lavagnetta Croccosauro mi è tornato in mente il bel post con la ricetta per fare i gessetti di MammaGiramondo e mi è venuta voglia di provare, ma non riuscivo a decidermi, assalita da mille dubbi, cioè, a ben pensarci, da uno: una confezione di gessetti costa quanto... 2 euro? Perchè dunque mettersi in questo pasticcio??
Alcuni giorni fa però ho ricevuto il regalo di compleanno che mi sono fatta, ovvero il libro (di cui poi vi parlerò) di Kate-Minieco, e sfogliandolo ho trovato la mia ispirazione: e gessetti siano, ma, per vedere ancora quello sguardo stupito e divertito che il nano mi lancia quando vede qualcosa di diverso, oggi ne cambieremo forme, colori e dimensioni. 
Iniziamo con queste ultime, perchè, signore mie, nonostante quello che alcune di noi possono essersi sentite occasionalmente dire in passato...


venerdì 10 febbraio 2012

Colorare nella busta: idea geniale...o no?

Ultimamente uno dei most dei blog d'Oltreoceano è la pittura in busta, consigliatissima per far giocare gli under 2 con i colori a dita. La teoria è semplice: inserendo i colori a dita all'interno di una busta trasparente le dita suddette non si sporcano, le magliette e i mobili neppure e tutti sembrano molto soddisfatti e felici. 

Mi sono pertanto attrezzata per sottoporre la variante "pulita" a Piccolo Notaio lasciando a lui la responsabilità di giudicare questa trovata.

mercoledì 16 novembre 2011

Giochi da bagnetto: pitturiamo con la schiuma da barba

Ho una meravigliosa e cara amica che è sempre, semplicemente e apparentemente senza fatica, perfetta.

Ogni mattina sul suo volto vedo il “sacro graal” del make-up, chiamato dalle riviste “trucco naturale”; i capelli sono spesso morbidamente raccolti, l’abbigliamento è curato. Basterebbe questo a far pensare a una persona algida e distaccata, ma la mia meravigliosa e cara amica è la creatura più deliziosamente autoironica che io abbia mai conosciuto. 
Le nostre storie personali sono talmente simili da averci fatto credere, talvolta, di essere state separate alla nascita, ma la verità è che nel nostro caso vale, più che altro, l’attrazione degli opposti. 
Laddove la mia meravigliosa e cara amica è sempre in ordine e ordinata, io sono semplicemente incasinata, spesso macchiata e quasi mai pettinata. 
Le nostre case ci rappresentano in pieno: la mia è ormai irrecuperabile, completamente dominata dalla nostra storica disorganizzazione famigliare, accettabile solo al giovedì, giorno in cui si esibisce la ragazza delle pulizie (santa subito), la sua è sempre assolutamente pulita e ordinata, anche se so che lei non la pensa così, perché la mia meravigliosa cara amica è decisamente esigente, per usare un eufemismo, nei suoi standard personali di ordine e pulizia.
A chi si chiede come faccia, posso rispondere io: con fatica, con testardaggine e con sacrifici,  cresciuti in modo esponenziale con l’arrivo della bimba.

Alla mia meravigliosa e cara amica, e a tutte le persone come lei, dedico il primo post della tag Get dirty, perchè ogni tanto per giocare si deve sporcare e sporcarsi… 

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