L'altro giorno Puki ed io ci siamo preparati per quello che nei miei sogni sarebbe stato un giro di frivole commissioni e che invece il nano ha interpretato come l'occasione della sua vita per esplorare il giardino e le aiuole circostanti: ha raccolto di tutto!
Foglie, rametti, fiorellini e pigne si sono impadroniti della mia borsa (e hanno naturalmente boicottato i miei impegni: sapete quanto può essere lento un duenne che presta attenzione alla strada tra casa e la macchina???).
Mentre guardavo con sconforto il bottino che il piccolo mostrava al cane, mi sono all'improvviso ricordata il gioco che da bambine io e mia cugina, in vacanza in campagna dai nonni, ogni tanto facevamo di nascosto: dopo esserci impadronite di un bottiglione dalla cantina, lo zeppavamo di petali, ottenuti spiumando il roseto nonnesco, e lasciavamo in infusione per giorni la nostra brodaglia magica, mescolandola di quando in quando.
Ovviamente quando la nonna rintracciava la maleodorante bottiglia venivamo entrambe cazziat riprese, ma a parte la costante del finale tragico, ricordo anche la concentrazione e la serietà con cui preparavamo le nostre misture.
Avendo Puki ereditato la mia attitudine al paciocco gli ho proposto un gioco per scoprire la magia della Natura, ovvero, in modo meno poetico, ma più realistico, gli ho permesso di creare una schifezza a basso potere sporcante per divertirsi con il suo tesoro appena raccolto.
Oggi quindi sfoderiamo la nostra bacchetta e giochiamo con...
Innanzitutto dobbiamo sgombrare il campo dalla mentalità babbana che vede null'altro che foglie e petali in quelli che sono, invece, veri ingredienti magici!